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Neurodiritto

Esiste una correlazione tra diritto e neuroscienze? Sembrerebbe infatti aver preso piede una nuova forma della disciplina giuridica: il "neurodiritto" o, come dicono i nostri amici angolofoni "neurolaw". Il diritto sembrerebbe doversi dunque porre quantomeno in dialogo con i risultati delle nuove scienze cognitive, rivedendo i suoi paradigmi e molte tra i concetti su cui si basa. Pensiamo ad esempio a quello dell'imputazione: lo si fa poiché si crede che questo abbia perlomeno della colpa (imperizia, negligenza, imprudenza) o del dolo (l'intenzione di nuocere). Se le scienze cognitive dimostreranno che gli stati mentali che si attivano, sono un qualcosa di precedente rispetto alla "scelta" del singolo, si potrà ancora parlare di libero arbitrio e dunque, punire con tutta la foga erinnica la condotta di un soggetto? E' quantomeno interessante ripartire un attimo e chiederci: io, con quella educazione, con quelle esperienze e con quei geni, avrei...

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